Monday 25 September 2017

Parole, parole, parole: un viaggio

  • MAGIA
  • DILUVIO
  • ABISSO
  • ADDESTRARE
  • Curiosare
  • La lettera A
  • Le parole per dirlo
  • Custode e Guardia.
  • REGOLA
  • STUDIARE
  • Annunciare
  • Assenza.
  • Osservare
  • ATTEGGIAMENTO
  • La lettera A (2)
  • Primitivo
  • DANZARE
  • Sereno

Il Maestro Claudio Abbado.

 

la MAGIA è l'arte esercitata dal Mago, parola che si evolve poco nel corso dei secoli, partendo dal lontano persiano magush, trasformatosi in greco in magos e in latino magus. 

Nell'antico persiano magu significava grande. E grandi erano i sacerdoti che si intendevano di scienze e specialmente di quelle occulte.

Nella tradizione letteraria medievale furono chiamati maghi dei personaggi fantastici, come Merlino o Sabino, dotato di poteri sovrannaturali con cui piegavano la materia al proprio volere.

Nello stesso modo ancora noi oggi possiamo chiamare maghi alcune persone abilissime in un'arte o una professione: tra i tanti, ci piace ricordare il Maestro Claudio Abbado, davvero un mago, della vita e della musica.

 

 

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Ando Hiroshige, scena notturna a Saruwaka-cho, 1856-1859

 

Deriva dal latino diluere, composto a sua volta da di(s)-luere. La particella dis ha significato di separazione, disgregazione, mentre il verbo luere significa lavare.

Ecco quindi che il diluvio lava e separa perché disgrega ciò che trova nel suo cammino. E' una pioggia lunga e dirotta, che porta via allagando, scioglie e scompone.

In maniera figurata, significa anche abbondanza, grande quantità, ma sempre con una accezione leggermente negativa: un diluvio di parole è ciò da cui non vorremmo essere sommersi, perché difendersi è pressoché impossibile.

 

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(Sartorio, abisso verde, 1896, Piacenza, Galleria Ricci Oddi)

 

Abisso è una parola che deriva dal latino “abyssus“, che a sua volta deriva dal greco “abyssos” ed è formato dall’alfa privativo e da “byssos”, fondo.

Accoglie quindi il significato di luogo privo di fondo.

E’, in sostanza, un luogo profondissimo e incolmabile: gli abissi marini, una differenza abissale, un abisso di dolore.

Naturalmente, anche l’ignoranza può essere abissale: sarebbe bello poterla riconoscere in sé stessi.

 

 

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Toulouse-Lautrec, addestramento delle nuove arrivate, 1889. Filadelfia Museum of art.

 

E' una parola derivata da "destro", cioè agile, pronto, idoneo.

Una volta era lo scudiero che cavalcava sempre alla destra del proprio cavaliere per assisterlo. Era "addestrato".

Quell'immagine si è persa, ed è rimasto quello di "rendere abile" nel fare qualcosa.

Si addestrano gli animali, ovvero si rendono esperti coloro che sapranno svolgere mansioni richieste senza una attiva volontà di indipendenza e affermazione.

Per questo non si addestrano mai le persone (o almeno, non si dovrebbe).

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Jacques-Laurent Agasse, Giraffa nubiana, 1827. Londra, Castello di Windsor

 

Curioso (e tutti i suoi derivati) deriva dal latino CURA che significa sollecitudine, cura.

In italiano ha un significato leggermente negativo: indica il desiderio di sapere qualcosa che non riguarda noi ma i fatti altrui.

Un desiderio un po' irrequieto e sconveniente, tant'é che tra i sinonimi si trova "indiscreto, ficcanaso".

Negli ultimi anni ha preso anche una accezione positiva di desiderio di conoscere, di istruirsi.

Attenzione quindi, che la curiosità di sapere non diventi molesta intromissione nella vita altrui.

 

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La A è una preposizione grammaticale che davanti a una parola che inizia con A prende una “d eufonica”, ovvero ama ostacolare il proprio suono che diventerebbe troppo prolungato, perché ciascuna delle A, per sua natura, desidererebbe primeggiare sull’altra.

Quindi si scrive “ad Ancona, ad amare, ad apprendere”.

Davanti alle altre vocali iniziali preferisce restare sola.

“ A educare, a udire, a evitare”.


Ama essere ben distinta dalle altre vocali. Tipico di coloro che vogliono primeggiare.

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Siamo qui per affiancarVi nel quotidiano lavoro con le parole, le Vostre.

Vi aiutiamo, con attenzione, competenza, cura per il dettaglio, a esprimere ciò che volete.

Lavoriamo con le parole perché crediamo che le parole siano uno strumento potente per cambiare il mondo, anche il più piccolo di tutti mondi possibili.

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(in foto: Aleksandr Samochvalov_ Donna controllore_1928, San Pietroburgo, Museo Russo) CUSTODE- GUARDIA

 

Deriva dal latino custos,-odis che a sua volta deriva dal sanscrito gudh/ khud. Il significato è quello di coprire, difendere, stare a guardia. Ma anche nascondere, velare.

E’ qualcuno a cui viene affidato un incarico di guardare e conservare, nascondendo agli occhi dei più, ciò che deve essere protetto.

E’ diverso dalla guardia, che invece deriva dal gotico vardia, ovvero l’atto di osservare, di stare attendo.

L’uno difende avendone cura, l’altro vigila con gli occhi aperti.

 

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 Paul Klee, Secondo le regole verso le piante, 1935. Berna, kunstmuseum.

 

Deriva dal latino "regere" di cui è un diminutivo, il cui significato era dirigere, guidare dritto.

"Regula" indicava una asticella di legno dritta per tirar le linee e squadrare. 

Implica quindi un ordine costante, sempre uguale a se stesso, un tracciato dritto entro cui fare alcune cose.

Indica la norma che prescrive ciò che si deve fare in un determinato caso: la regola grammaticale, per tua norma e regola, la Regola Benedettina.

In sostanza, avere bene in mente le regole, ci dovrebbe aiutare a disattenderle con cognizione di causa.

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Armando Spadini: Bambini che studiano, 1918. Roma, Banca d'Italia.

 

Deriva dal latino studere e ha il significato primo di sforzarsi di fare, sollecitare l'ingegno, impegnarsi.

Ci piace riflettere sull'antico significato di questa parola, perché implica uno sforzo e insieme una volontà attiva. 

Si può studiare un libro, una materia ma anche un problema, una persona. E' un impegno che implica un volere e un obiettivo finale nonostante la fatica.

 

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Beato Angelico, Annunciazione, 1441-43, Firenze, Museo di San Marco

 

Annunciare deriva dal latino NUNTIO, messaggero, colui che reca la notizia.

Significa informare qualcuno di qualcosa che è già avvenuta e che sta per avere peso nei confronti di chi ascolta.

Si annuncia una nascita, la fine delle ostilità; ma anche un cielo carico di nuvole scure può annunciare la pioggia.

Chi ascolta l'annuncio, non può far altro che prendere atto della notizia.

 

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Edgar Degsa, L'assenzio, 1875-1876. Parigi, Musée d'Orsay.

 

Deriva dal verso latino Ab- esse, ovvero essere lontano.

E' la sua antica particella AB che dà un significato di luogo: per questo sembrerebbe scorretto dire "assenza di denaro", "assenza di volontà", dato che queste sono piuttosto delle mancanze e non delle lontananze.

Si è assenti dal luogo di lavoro, oppure si è assenti con la mente quando con questa si vaga lontano dal luogo in cui si è. 

L'assenza è di chi la fa, mentre è subita da chi è presente.

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Alma-Tadema, Un buon punto di osservazione, 1895. Collezione privata

Osservare significa esaminare con cura qualcosa o qualcuno.

Deriva dal latino: OB che ha il senso di avanti, sopra, e SERVARE, cioè custodire guardare. 

Si osserva un quadro, un volto, un fenomeno al microscopio e implica un'atto di attenzione senza intervento immediato.

Si lascia spazio al tempo affinché ciò che si osserva, possa poi essere analizzato, con calma.

Una calma che nei nostri tempi sarebbe proficua prima di agire.

 

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 Paul Cezanne, Lo zio Dominique, 1866.

 

Indica una disposizione dello spirito attraverso il corpo. Si riferisce alla figura tutta intera e non a solo una parte del corpo.

Deriva dal “dare atto” a una figura e ai suoi gesti affinché esprimano gli affetti che vogliono rappresentare.

La terminazione –eggiare, è tipica dei verbi frequentativi che esprimono una azione ripetuta nel tempo, abituale o intensa.

Un “atteggiamento risoluto” per esempio, esprime una determinazione data dallo sguardo, dalla posizione delle mani, del busto, e in generale, da una intensità di espressione ben percepibile.

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Dice la grammatica che nelle preposizioni avverbiali, la A ama ripetersi e quindi si scrive  a poco a poco, a mano a mano, a goccia a goccia”, e non si usa il francesismo come “poco a poco” (peu à peu).

 

La A, ci piace ricordarlo, quando è preposizione indica una direzione: per questo sarebbe corretto dire “di là dal mare” (e non al di là del mare).

Ma la lingua, si sa, è mobile e la A preposizione, non vuole stare dietro a nessuno.

 

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 Venus Willendorf

 

Primitivo deriva dal latino PRIMUS con la derivazione -IVUS, che indica appartenenza.

Chi è primitivo appartiene pertanto a qualcosa che è prima in ordine cronologico, che è originario e che non deriva da altro.

L'uomo fu primitivo, un oggetto ( o un sentimento) può perdere il suo primitivo splendore (o lo può anche riacquistare)

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Claude Monet, Camille Monet, 1876. Boston, Museum of FIne Arts

Danzare significa eseguire una serie di movimenti a ritmo di musica. Per estensione (poichè le parole amano estendersi) assume anche il significato di compiere una serie di movimenti ripetuti e vivaci. Per questo, quando sentono il ritmo del vento, le foglie danzano, e anche i fiocchi di neve.

L'etimologia è curiosa perché deriverebbe dall'antico tedesco Danson (che si trasformerà in Tanzen) il cui significato è "tirare, stendere. In effetti pare che la parola Danzare inizialmente significasse stendersi in catena, in fila e di conseguenza, muoversi insieme.

In sostanza: si danza seguendo regole di armonia e di ritmo, mentre è invece possibile ballare anche solo per esprimersi (ed è possibile farlo da soli).

 

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Jean-Baptiste-Camille Corot, Ville d'Avray,  1867. Washington, National Gallery.

Sereno deriva dal latino SERENUS, che a sua volta ha la radice nel greco SEIR, sole.

Indica la luce del sole nel cielo, quando questo è privo di nuvole e di nebbia; in maniera figurata evidenza anche una grande tranquillità di spirito, esente da preoccupazioni.

E' un aggettivo poco usato nei nostri tempi, così affannosi e densi, ma a volte, anche soffermarsi davanti a un'opera d'arte per pochi minuti, ci consente di percepire la serenità d'animo che tanto bramiamo.

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Parole, parole, parole

Lo scopo di questa rubrica, è fare un viaggio disordinato e non preordinato, tra le parole.

Uno slalom frutto della nostra curiosità.

 

NOTA:

Per questo viaggio abbiamo consultato i seguenti vecchi testi:

- Dizionario Garzanti della lingua italiana- ed.del 1980

- Ottorino Pianigiani: Vocabolario etimologico- ed. fratelli Melita editori, 1990

- Aldo Gabrielli: Dizionario dei sinonimi e dei contrari, Istituto editoriale Italiano, 1967

- Aldo Gabrielli: dizionario dello stile corretto, Mondadori, 1960

Primitivo

 Venus Willendorf

 

Primitivo deriva dal latino PRIMUS con la derivazione -IVUS, che indica appartenenza.

Chi è primitivo appartiene pertanto a qualcosa che è prima in ordine cronologico, che è originario e che non deriva da altro.

L'uomo fu primitivo, un oggetto ( o un sentimento) può perdere il suo primitivo splendore (o lo può anche riacquistare)

Annunciare

Beato Angelico, Annunciazione, 1441-43, Firenze, Museo di San Marco

 

Annunciare deriva dal latino NUNTIO, messaggero, colui che reca la notizia.

Significa informare qualcuno di qualcosa che è già avvenuta e che sta per avere peso nei confronti di chi ascolta.

Si annuncia una nascita, la fine delle ostilità; ma anche un cielo carico di nuvole scure può annunciare la pioggia.

Chi ascolta l'annuncio, non può far altro che prendere atto della notizia.

 

Osservare

Alma-Tadema, Un buon punto di osservazione, 1895. Collezione privata

Osservare significa esaminare con cura qualcosa o qualcuno.

Deriva dal latino: OB che ha il senso di avanti, sopra, e SERVARE, cioè custodire guardare. 

Si osserva un quadro, un volto, un fenomeno al microscopio e implica un'atto di attenzione senza intervento immediato.

Si lascia spazio al tempo affinché ciò che si osserva, possa poi essere analizzato, con calma.

Una calma che nei nostri tempi sarebbe proficua prima di agire.

 

Sereno

Jean-Baptiste-Camille Corot, Ville d'Avray,  1867. Washington, National Gallery.

Sereno deriva dal latino SERENUS, che a sua volta ha la radice nel greco SEIR, sole.

Indica la luce del sole nel cielo, quando questo è privo di nuvole e di nebbia; in maniera figurata evidenza anche una grande tranquillità di spirito, esente da preoccupazioni.

E' un aggettivo poco usato nei nostri tempi, così affannosi e densi, ma a volte, anche soffermarsi davanti a un'opera d'arte per pochi minuti, ci consente di percepire la serenità d'animo che tanto bramiamo.